Il 12 ottobre 2026 il prezzo medio self del gasolio sulla rete stradale era di 2,252 euro al litro secondo l'Osservatorio Mimit. In Sicilia gli autotrasportatori denunciano prezzi intorno a 2,40 euro. Il gasolio agricolo, che prima della crisi costava circa 0,85 euro, ha superato 1,70 euro al litro.
In questo articolo ricostruiamo il blocco dei trasporti, le misure del Governo e soprattutto le soluzioni strutturali: biometano da scarti, autoconsumo in azienda, comunità energetiche agricole e consorzi per la valorizzazione dei sottoprodotti.
Camion nei piazzali, trattori sulle statali
Dal 16 al 20 ottobre il Comitato autotrasportatori siciliani ha fermato i mezzi e non ritira i semirimorchi nei porti dell'isola. Il coordinatore Salvatore Bella stima perdite tra 700 e 900 euro al giorno per camion. Oltre al gasolio, la protesta riguarda i pagamenti in ritardo del Sea Modal Shift, l'ex Marebonus che compensa i costi del trasporto via mare.
Nello stesso giorno Fedralog ha avviato il fermo in Calabria, denunciando la mancanza di liquidità delle imprese. Per molte aziende il carburante ormai assorbe il 35-40% dei costi totali.
Il fronte agricolo è altrettanto caldo:
- 28 settembre: i trattori di Agrisat bloccano la Palermo-Agrigento a Bolognetta. Il presidente Franco Calderone chiede gasolio agricolo a prezzo politico.
- 12 ottobre: trenta trattori in colonna a Gela sulla statale 117 bis.
- 13 ottobre: presidio fisso sulla SS 192 a Paternò. I manifestanti parlano di 500 euro di gasolio al giorno per i trattori e grano pagato 20 centesimi al chilo.
- 22 ottobre: armatori e pescatori annunciano il blocco dello Stretto di Messina.
Non è una crisi nata in autunno. Già a maggio Unatras aveva proclamato un fermo nazionale, sospeso dopo il tavolo a Palazzo Chigi. E in dieci anni le imprese di autotrasporto sono scese da 86.590 a 67.349, il 22,2% in meno.
La risposta del Governo: tagli temporanei e crediti d'imposta
Da marzo il Governo interviene con decreti-legge a cadenza quasi settimanale, quasi tutti basati su sconti temporanei delle accise e crediti d'imposta. Sono misure tampone: alleggeriscono il conto, ma non cambiano la dipendenza dal gasolio.
| Data | Provvedimento | Misure principali per agricoltura e trasporti |
|---|---|---|
| 17 set 2026 | DL 162/2026 | Accisa sul gasolio risale gradualmente a 622,90 €/1.000 litri fino al 5 ottobre; altri 21,2 milioni per i sostegni del DL 33/2026 |
| 10 set 2026 | DL 157/2026 | Accisa gasolio a 532,90 €/1.000 litri dall'11 al 17 settembre; accelerazione delle infrastrutture energetiche strategiche |
| lug-ago 2026 | DL 133, 139 e 153/2026 | Proroghe del taglio accise sul gasolio; credito d'imposta autotrasporto esteso a luglio e agosto |
| 22 mag 2026 | DL 89/2026 (quater) | Credito gasolio agricolo da 30 a 90 milioni, esteso alle serre; credito fertilizzanti fino al 30% (40 milioni); plafond autotrasporto da 100 a 300 milioni |
| 30 apr 2026 | DL 63/2026 (ter) | Oltre ai prezzi, semplificazioni per biogas e biometano: residui agroalimentari come sottoprodotti e biomasse End of Waste |
| 3 apr 2026 | DL 42/2026 (bis) | Credito d'imposta del 20% sul carburante agricolo di marzo (30 milioni) |
| 18 mar 2026 | DL 33/2026 | Primo taglio accise; credito d'imposta per autotrasporto e pesca; più poteri all'Antitrust contro la speculazione |
Per l'autotrasporto, il decreto attuativo MIT riconosce un credito pari al 70% della maggiore spesa per gasolio rispetto ai prezzi di febbraio. Gli agricoltori lamentano però che i crediti coprono solo marzo-maggio e che il gasolio agricolo resta lontano dai livelli pre-crisi. Sul fronte privato, Eni ha introdotto dal 28 settembre un tetto ai prezzi sulla propria rete.
DL 157/2026 al Senato: tre emendamenti che guardano oltre l'emergenza
Il 15 ottobre il Senato ha approvato con modifiche la conversione del decreto-legge 10 settembre 2026, n. 157. Ora il testo passa alla Camera, che deve convertirlo entro il 9 novembre 2026. Accanto alle misure su accise e trivellazioni, l'8ª Commissione ha inserito tre modifiche che interessano direttamente il mondo agricolo.
- Allacci elettrici meno cari. ARERA dovrà ridurre la “Quota potenza” pagata per ogni kW di nuova connessione, oggi tra 61 e 78 €/kW in bassa tensione. Per un'azienda che elettrifica pompe, celle frigo o macchine, aumentare potenza costerà meno.
- Aree idonee più solide. Le Regioni non potranno restringere lo status di area idonea già garantito dal D.Lgs. 190/2024 ai siti industriali e infrastrutturali. Questo dà certezza a chi progetta impianti rinnovabili.
- Più scarti agricoli nei digestori. È la novità segnalata da Ruminantia: l'emendamento 1.0.31 (testo 2), prima firmataria la senatrice Maria Nocco, confluito nell'articolo 1-bis.
L'emendamento Nocco modifica l'articolo 1-decies del DL 63/2026. Ammette negli impianti di biogas e biometano, come sottoprodotti, anche i residui della trasformazione di prodotti agricoli destinati a biocombustibili, biomolecole e biomateriali. Le condizioni sono stringenti:
- qualità equivalente a quella dei residui agroalimentari e rispetto dell'articolo 184-bis del Codice dell'ambiente;
- nessuna sostanza pericolosa ai sensi del regolamento REACH;
- documentazione del produttore sul processo e sulle sostanze impiegate, secondo il DM 264/2016;
- digestato entro i limiti dell'Allegato IX, parte B, del DM 25 febbraio 2016.
Il Consorzio Italiano Biogas, con il presidente Piero Gattoni, ha accolto la modifica come un passo per rimuovere gli ostacoli normativi alla filiera. Attenzione però: il testo può ancora cambiare alla Camera.
Dagli scarti al carburante: perché le nuove regole contano
Il biometano agricolo si produce digerendo in assenza di ossigeno effluenti zootecnici, residui colturali e scarti dell'agroindustria, poi raffinando il biogas fino a renderlo identico al metano fossile. Il limite storico non era la tecnologia, ma la burocrazia sulle matrici ammesse.
Con il DL 63/2026 (Carburanti-ter) si è aperto un doppio binario:
- Residui dell'industria alimentare entrano negli impianti come sottoprodotti (art. 184-bis TUA), senza registri e formulari dei rifiuti, se ne è certo l'impiego e non hanno subito trattamenti chimici estranei alla normale pratica.
- Biomasse End of Waste, che hanno cessato la qualifica di rifiuto, sono ammesse se conformi alla norma tecnica UNI 11922.
Secondo Confindustria Cisambiente, lo sblocco potrebbe liberare oltre 200 milioni di metri quadri di terreni oggi coltivati a silomais per i digestori, restituendoli all'alimentazione. Resta aperto il nodo del digestato rispetto al DM 5046/2016, segnalato da alcuni giuristi ambientali.
L'emendamento Nocco al DL 157 completa il quadro: anche i residui delle bioraffinerie e delle filiere di biomateriali possono tornare nei digestori. Per un territorio come la Sicilia o la Puglia, vuol dire poter contare su sanse, vinacce, pastazzo di agrumi, siero e scarti ortofrutticoli come materia prima energetica. Tutte matrici con buona resa in biogas, purché gestite per stagionalità e acidità.
Il potenziale è noto: CIB e Consorzio Italiano Compostatori stimano 8 miliardi di metri cubi di biometano al 2030 da scarti agricoli e frazione organica. Nel Mezzogiorno, uno studio Althesys citato dal progetto METAGRO stima fino a 5,6 miliardi di investimenti e 8.000 posti di lavoro.
Biometano in azienda: trattori, trasformazione e autoconsumo
Il biometano prodotto in azienda può sostituire il gasolio nei trattori e il gas fossile negli impianti di trasformazione. È l'unica strada che taglia il costo del carburante alla radice, perché il prezzo non dipende più dal greggio ma dagli scarti che l'azienda già produce.
I trattori esistono già
New Holland produce in serie il T6.180 Methane Power, con prestazioni analoghe al diesel e un sistema di rifornimento installabile in azienda, presentato con Snam4Mobility e Cubogas. I risparmi dichiarati variano molto con il prezzo del gasolio:
- dal 10% al 30% sul costo del carburante secondo CNH Industrial, in condizioni di mercato normali;
- fino all'80% per FPT Industrial quando il biometano è autoprodotto in azienda.
Con il gasolio agricolo raddoppiato, il vantaggio si sposta verso la parte alta della forchetta. Il sovrapprezzo d'acquisto rispetto al diesel, circa 23.000 euro nel 2022 per il T6.180, va verificato sul listino attuale.
Le regole per l'autoconsumo ci sono
Il DL Agricoltura (art. 5-bis del DL 63/2024) ha esteso al biometano il concetto di autoconsumo, anche a distanza tramite la rete gas. Le garanzie d'origine del biometano autoconsumato vengono annullate, e il produttore incentivato può comunque usarlo per i propri mezzi. Lo stesso articolo prevede gli accordi di compravendita di lungo periodo (BPA) tra produttori agricoli e industrie con forti consumi di gas, i cosiddetti settori hard to abate.
Gli incentivi PNRR hanno aperto la strada: il DM Biometano del 2022 finanziava la riconversione dei biogas agricoli e la sostituzione di almeno 300 trattori con modelli alimentati solo a biometano entro giugno 2026. Il MASE lavora ora a un DM Biometano 2027 per la fase successiva.
CER agricole: condividere energia con imprese, famiglie e PA
La Comunità Energetica Rinnovabile condivide energia elettrica, non gas. In una filiera agricola entra quindi la corrente prodotta da fotovoltaico su tetti e serre, agrivoltaico, o da un cogeneratore a biogas. Il biometano, invece, si condivide con altri strumenti: autoconsumo a distanza, BPA e un distributore consortile.
Le regole base, secondo le FAQ del MASE:
- Membri: cittadini, PMI, enti locali e PA, enti religiosi e del terzo settore. Le grandi imprese no.
- Impianti rinnovabili fino a 1 MW ciascuno, compresi biogas e biomasse che rispettano i criteri di sostenibilità.
- Produttori e consumatori sotto la stessa cabina primaria, per ottenere la tariffa incentivante sull'energia condivisa.
Per l'agricoltura la legge prevede una corsia preferenziale. L'art. 47, comma 10, del DL 13/2023 deroga al limite di 1 MW e alla cabina primaria per le CER controllate esclusivamente da PMI agricole, cooperative e loro consorzi. Confagricoltura ha però segnalato che le regole operative del GSE non la richiamano: prima di progettare conviene verificare lo stato del chiarimento ministeriale.
Una CER agricola così costruita trasforma l'azienda in prosumer. Il frantoio, la cantina o il caseificio consumano l'energia nelle ore di produzione; l'eccedenza va a famiglie, scuole e uffici comunali del territorio. La tariffa premio sull'energia condivisa diventa un reddito che lo statuto può destinare in parte a fini sociali, come chiede la normativa per le quote eccedenti.
Il consorzio per la valorizzazione degli scarti: un modello operativo
Nessuna piccola azienda può permettersi da sola un impianto di biometano. Un consorzio tra aziende agricole, frantoi, cantine, caseifici e trasformatori può farlo, perché somma gli scarti e divide investimento e rischio. Il modello esiste già: in Piemonte il Consorzio Monviso Agroenergia riunisce un centinaio di aziende con impianti di biogas e ha promosso il Consorzio Italiano Agricoltura Circolare.
Bioraffinerie
residui bio-based DL 157
Agroindustria
sanse, vinacce, siero
Aziende agricole
effluenti, residui colturali
Consorzio: impianto di digestione anaerobica
upgrading a biometano e cogenerazione
Biometano
autoconsumo e vendita
Elettricità e calore
cogeneratore, fotovoltaico
Digestato
fertilizzante ai campi
Trattori e impianti
distributore consortile, rete gas e accordi BPA
CER agricola
imprese, famiglie e PA sotto la stessa cabina primaria
Il ciclo si chiude sul campo: il digestato torna come fertilizzante organico e riduce gli acquisti di concimi, il cui prezzo è salito tanto da richiedere un credito d'imposta dedicato.
Come si struttura, in pratica
- Forma giuridica. Consorzio o cooperativa tra imprese agricole e agroalimentari, aperto a enti locali per la parte elettrica.
- Mappatura delle matrici. Quantità e stagionalità di effluenti, sanse, vinacce, siero, pastazzo e residui colturali entro un raggio logistico sostenibile.
- Impianto e upgrading. Digestione anaerobica, raffinazione a biometano e, se conviene, un cogeneratore per l'elettricità da condividere.
- Distributore consortile. Compressore e stazione di rifornimento per trattori e furgoni dei soci, sul modello del sistema di rifornimento aziendale già offerto con i trattori a biometano.
- Contratti di uscita. Autoconsumo per i soci, BPA con l'industria per il biometano in rete, CER per l'elettricità con famiglie, imprese e PA del territorio.
- Documentazione. Schede di caratterizzazione per ogni sottoprodotto (art. 184-bis TUA e DM 264/2016) e piano di utilizzazione agronomica del digestato.
Cosa fare adesso: la checklist per l'impresa agricola
Nel breve periodo conviene incassare tutti i sostegni disponibili; nel medio periodo, preparare il passaggio all'energia autoprodotta.
| Quando | Cosa fare |
|---|---|
| Entro fine anno | Compensare in F24 entro il 31 dicembre 2026 il credito d'imposta sul carburante agricolo (20%) e sui fertilizzanti (30%) per gli acquisti di marzo-maggio. Seguire la conversione del DL 157/2026 alla Camera, in scadenza il 9 novembre, per il testo definitivo dell'emendamento sui sottoprodotti. Verificare il credito del 40% per beni strumentali nuovi in agricoltura previsto dalla Legge di Bilancio 2026. |
| Nei prossimi 6-12 mesi | Censire scarti e sottoprodotti aziendali: tipo, quantità, stagionalità, destino attuale. Verificare con le aziende vicine l'interesse a un consorzio o a un'aggregazione con un impianto di biogas esistente da riconvertire. Controllare sulla mappa GSE la cabina primaria di riferimento e valutare l'adesione o la creazione di una CER. Chiedere ai concessionari un preventivo per trattori a biometano e per un compressore aziendale. Seguire il futuro DM Biometano 2027 e i bandi regionali sulla meccanizzazione. |
Dall'emergenza all'autonomia
I decreti carburanti comprano tempo, ma ogni proroga dell'accisa scade dopo poche settimane e lascia l'agricoltura esposta al prossimo shock. La protesta dei camion e dei trattori siciliani ricorda che il problema è strutturale.
Le norme approvate nel 2026 offrono per la prima volta un percorso completo: più scarti ammessi nei digestori, autoconsumo di biometano riconosciuto, CER con deroghe per l'agricoltura. Manca l'ultimo passo, che non può fare il legislatore: mettersi insieme. Il consorzio è lo strumento che trasforma un costo — lo smaltimento degli scarti — nel carburante che oggi pesa di più sui bilanci.
Fonti: Rinnovabili.it — Decreto Carburanti, gli emendamenti spingono su elettrificazione e FER; Ruminantia — Biogas e biometano, il Senato apre a nuovi sottoprodotti agricoli; Normattiva — DL 10 settembre 2026 n. 157 e DL 17 settembre 2026 n. 162; FiscoOggi — DL Carburanti quater; Ambiens — End of Waste e sottoprodotti nel DL Carburanti-ter; La Sicilia — fermo degli autotrasportatori siciliani; QuiFinanza — stop dal 16 al 20 ottobre; MASE — Le CER in pillole e DM PNRR biometano, pratiche ecologiche e trattori; QualEnergia — biometano e accordi BPA; Confagricoltura — CER e regole operative per le aziende agricole. Aggiornato al 17 ottobre 2026. Contenuto informativo: non sostituisce una consulenza tecnica o legale.